uno scienziato nella culla – perchè è importante creare l’ambiente adatto per il neonato

Maria Montessori aveva notato che quando nasceva un bambino se ne aveva molta cura, ma limitatamente al fine della sua sopravvivenza, mentre l’aspetto psichico veniva del tutto trascurato. Il momento della nascita è un evento traumatico che segna il passaggio da un ambiente naturale, ovattato,  all’ambiente civilizzato, “super-naturale”, a cui il neonato deve adattarsi. Per questo il neonato andrebbe maneggiato con attenzione e delicatezza, spostato molto piano e allontanato il meno possibile dalla madre. L’ambiente dovrebbe risultare il più possibile simile a quello di provenienza, mantenendo le luci basse e limitando i rumori.

“Ci siamo evoluti sviluppando un cervello più grande …., che dobbiamo al risparmio energetico generato dal camminare su due gambe anziché quattro. Ma per riuscire ad avere l’equilibrio indispensabile per l’andatura bipede, la specie Homo Sapiens ha dovuto sviluppare un restringimento del canale pelvico. Per le donne questo significava parti terribilmente dolorosi, spesso con esito fatale. Si è quindi messa rapidamente in moto, secondo quanto teorizzato dai biologi evoluzionisti, una sorta di competizione tra l’ampiezza del canale pelvico e le dimensioni del cervello: se la testa del neonato fosse stata troppo piccola sarebbe morto…, se fosse stata troppo grande, sarebbe morta la madre. La soluzione? Fare nascere i bambini prima che il loro cranio crescesse al punto di uccidere la madre. La conseguenza? Far venire alla luce neonati con un cervello non ancora pienamente sviluppato. Il risultato? La necessità di cure parentali.”
Testo tratto da Naturalmente intelligenti di John Medina

Per questo l’infanzia del cucciolo di uomo è molto lunga rispetto a quella di tutti gli altri animali; il cervello di un neonato non è in grado di sopravvivere nel mondo, non è pronto subito. Per questo un bambino quando nasce ha bisogno di cure parentali, non solo volte alla sua sopravvivenza, ma anche al suo normale e armonioso sviluppo cerebrale.

Maria Montessori ha paragonato il bambino fino all’anno d’età all’embrione, definendolo embrione spirituale, anticipando quella che oggi viene definita esogestazione: il periodo di gestazione fuori dall’utero, che si considera abbia una durata circa pari a quella dentro all’utero.

Il problema rilevato da Maria Montessori già a suo tempo è che il bambino incapace di muovere i muscoli in maniera volontaria, sia considerato incapace di tutto, inerte e passivo, vuoto. E da qui viene l’ errata convinzione che sia l’adulto a plasmare e costruire la vita psichica del bambino. Quello che si sente dire a volte è che il bambino sia come un vaso vuoto da riempire: invece non è così, l’adulto non ha questo potere divino nei confronti del bambino, ma ha la possibilità di aiutare oppure ostacolare il suo sviluppo, che comunque avviene spontaneamente.

La priorità del cervello umano è quella di sopravvivere e il bambino per sopravvivere, oltre a sviluppare l’attaccamento con la madre, fonte di cibo e cure, è spinto da un’innata curiosità per tutto ciò che lo circonda, perché la conoscenza del proprio ambiente è necessaria allo sviluppo e alla crescita. Lo scopo del bambino è crescere. Il compito dell’adulto è agevolarlo nella sua crescita affinché sia armoniosa.

Non sono gli stimoli che rendono intelligente il bambino, ma se gli facciamo trovare le risposte che servono alla sua fame psichica, avrà ciò che gli serve per crescere e svilupparsi. A volte può sembrare inutile proporre qualcosa ad un neonato, perché non vediamo risposte immediate nelle sue reazioni, ma è importante sapere che lavorando sul suo ambiente, su ciò che lo circonda, proponendogli bellezza, natura, armonia, e tutto ciò che gli può servire per soddisfare la sua voglia di conoscenza, la sua mente assorbente, come l’ha chiamata Maria Montessori, svolgerà il suo silenzioso e segreto lavoro interiore, che prima o poi si manifesterà. E allora sapremo di non essere stati noi i fautori di un tale meraviglioso sviluppo, ma potremo essere orgogliosi di averlo agevolato, aiutato, non ostacolato, ma sempre supportato.

“Si deve considerare sacro lo sforzo occulto dell’infanzia: quella laboriosa manifestazione merita un’accogliente aspettativa, poiché in questo periodo di formazione si determina la personalità futura dell’individuo”
Maria Montessori – Il segreto dell’infanzia

 

 

 

I bambini hanno bisogno di movimento: alternative valide alla tecnologia

Il movimento conseguente all’attività dei muscoli volontari è espressione della nostra volontà,  è ciò che ci permette di esprimerci, di attuare un progetto, è il risultato della nostra vita psichica. Di conseguenza, permettendo ai bambini di esercitare il più possibile la propria volontà con il movimento, li aiutiamo a svilupparsi al meglio.
Non sto parlando quindi del movimento finalizzato all’esercizio fisico, allo sviluppo dei muscoli e alla tonificazione del corpo, ma del movimento che sviluppa la mente e l’intelligenza. Questo principio viene sottovalutato nelle scuole tradizionali, dove i bambini sono costretti a stare seduti per tante ore, addirittura anche durante l’intervallo. Ma la cosa fondamentale che non viene presa in considerazione, è il bisogno del bambino di muoversi proprio per poter imparare al meglio. Allo stesso modo, un gioco che richiede un lavoro manuale, non è solamente un passatempo, ma è uno strumento che aiuta lo sviluppo dell’intelligenza.
Maria Montessori parla del corpo fisico come organo psichico e della mano in particolare come organo di intelligenza. Perché una persona possa esprimersi e manifestare il proprio io, deve esserci una connessione, una coordinazione tra il corpo e la mente,
La coordinazione nei movimenti non è scontata e prestabilita nell’uomo, ma si sviluppa con il lavoro, con l’esercizio. Perché nella pedagogia Montessori è importante che il bambino abbia molte possibilità di esercitare i movimenti, la coordinazione oculo-manuale, l’equilibrio, la manualità fine e grossa…? Proprio perché più sono le possibilità di perfezionare i movimenti, maggiori sono le possibilità di costruirsi una personalità psichica armoniosa ed equilibrata.
Un bambino che è libero di attuare un progetto con il suo movimento del corpo e della mani in particolare, è un bambino che sviluppa un carattere forte, fiducia in se stesso, capacità di relazionarsi con gli altri.

Ecco perché è importante fornire giochi che richiedono non solo una mente attiva, ma anche il movimento delle mani finalizzato a costruire qualcosa, a concretizzare un progetto.
Ed ecco perché è importante evitare i giochi digitali. Ci sono alcune situazioni in cui lo smartphone o il tablet potrebbero sembrare la via di uscita, l’aiuto per il genitore che non riesce a gestire la necessità di movimento e di attività continua dei figli. Ma sappiamo che non è un bene per il loro cervello. Per questo dobbiamo cercare soluzioni alternative che possano essere utili alla situazione e anche al bambino. Portare sempre con sé un gioco da tenere in borsa e al momento giusto proporlo quando siamo al ristorante, in coda, in auto, a casa di amici.

Con la nostra attività cerchiamo di soddisfare questo bisogno del bambino e anche di aiutare i genitori, progettando e realizzando giochi che possano tenere attivo il bambino e impegnarlo in un lavoro utile e interessante.

Ultimamente abbiamo realizzato la pecora:

pecora

questo gioco lascia la possibilità al bambino di pensare ad un proprio progetto per arrivare allo scopo di vestire la pecora con la lana a disposizione e di attuarlo con il movimento delle mani, aiutando quindi lo sviluppo delle abilità manuali e della coordinazione oculo-manuale.
Testato e approvato da figlia (4 anni) e nipote (8 anni) proprio al ristorante durante un lungo pranzo domenicale.

“ Lo sviluppo mentale deve esser connesso col movimento e dipendere da esso” Maria Montessori “La mente del bambino”

montessori e il gioco

I giochi dei bambini non sono giochi, e bisogna considerarli come le loro azioni più serie.
(Michel De Montaigne)

Il gioco è una cosa seria. Anzi, tremendamente seria.
(Jean Paul)

Per i bambini giocare significa lavorare. Il lavoro dei bambini è quello di svilupparsi e crescere.

Un neonato ha bisogno di giochi? Certo, se intendiamo i giochi come materiali e attività che aiutano il bambino a concentrarsi, a decifrare il mondo attraverso i sensi, a conoscere ciò che lo circonda. Ecco perché i giocattoli devono essere ben pensati e proposti al momento giusto. Per suggerimenti su cosa proporre ai bambini di pochi mesi leggi questo articolo sui mobile, ovvero le giostrine montessoriane. Ovviamente, più il bambino è piccolo e maggiore è il suo bisogno di presenza e contatto con i genitori, quindi i momenti di concentrazione su un oggetto saranno molto limitati.

I giocattoli devono aiutare il bambino a scoprire se stesso, le proprie possibilità di azione, esercitare le proprie capacità. Per questo è importante proporre ai bambini giochi che possano essergli utili in queste funzioni, preoccupandosi del materiale di cui è composto un giocattolo, del suo scopo, di come funziona.

I bambini utilizzano volentieri oggetti di uso quotidiano, come ad esempio in cucina per preparare uno spuntino o la cena insieme a mamma e papà, oppure con la fantasia, quando una calcolatrice diventa la cassa del negozio e qualsiasi oggetto rettangolare diventa un telefono cellulare. Anche quando la bambola diventa figlia o paziente del dottore, quando la sabbia diventa una buona minestra servita nel proprio ristorante.

Diversi studi hanno messo in evidenza l’importanza del gioco nello sviluppo del bambino, dal punto di vista affettivo, cognitivo, intellettivo, relazionale. Insomma il gioco è il compito principale del bambino, che attraverso il gioco si esprime, elabora le situazioni che vive nella vita reale, può essere creativo. Per questo è fondamentale che queste attività di gioco possano svolgersi in libertà: di scelta, di movimento, di creare, di inventare. Questa libertà che vive il bambino è resa possibile dal lavoro dell’adulto che si è occupato di selezionare i materiali e i giochi più adatti, che ha organizzato la casa o la scuola in modo sicuro, ordinato, semplice. In questo modo ai bambini viene garantito uno sviluppo armonioso. Se ci fidiamo dell’istinto naturale dei bambini, sappiamo seguirli nella loro crescita e tutelare il gioco spontaneo, lasciando tempi e spazi , creando occasioni per esprimersi.

Non dimentichiamo anche il bisogno di giocare con mamma e papà: giocare insieme crea un legame e una vita familiare armoniosa.

 

Cosa significa libertà nell’educazione montessoriana

Il concetto di libertà ha importanza fondamentale nell’educazione montessoriana, ma molto spesso viene travisato perché la parola libertà viene solitamente associata ad anarchia. Infatti si sente spesso dire, da chi non ha approfondito l’argomento, che Montessori sia quel metodo che lascia fare ai bambini tutto ciò che vogliono…
Cosa significa libertà per Montessori?
Per poter svolgere il suo compito innato e naturale, quello di imparare e crescere, il bambino ha bisogno di potersi muovere in libertà nel suo ambiente e di poter scegliere liberamente le attività da svolgere e i materiali con cui lavorare.  Un bambino che non ha la possibilità di vivere in un ambiente adatto a lui, preparato per la sua età e per i suoi bisogni, non ha la libertà di cui necessita, perché trova davanti alla sua strada limiti ed ostacoli, oggetti che non lo aiutano, attività che non lo interessano o lo rendono passivo (ad esempio la tv…).
In un ambiente preparato tutto ha uno scopo educativo e tutto offre al bambino esperienze interessanti e che lo fanno crescere, non solo culturalmente, ma soprattutto lo aiutano a trovare la concentrazione, ad acquisire capacità come la pazienza, la responsabilità, la calma. Per questo non si dovrebbe mai cercare nel bambino la causa di un problema come il nervosismo, l’impazienza o il manifestarsi di comportamenti sbagliati: bisognerebbe invece agire sull’ambiente in maniera adeguata per correggere ciò che non funziona.
L’ambiente non è fatto solo di spazi e oggetti, ma anche di persone, le quali creano l’atmosfera adatta e offrono l’esempio positivo.
Detto ciò, non possiamo caricarci di eccessivo stress o pensare di poter controllare tutto, ma è importante essere consapevoli e cercare di rimediare ad inevitabili errori che si compiono: non siamo e non possiamo essere perfetti.

Un bambino è libero quando non trova ostacoli alla sua crescita armoniosa.
Liberando i bambini dagli ostacoli siamo per loro un “aiuto alla vita”.

E tu cosa pensi della libertà nell’educazione dei bambini?

L’ambiente del bambino: l’importanza di organizzare la casa a misura

Il bambino arriva in questo mondo con un compito prestabilito, un grande e importante obiettivo: costruirsi, costruire l’uomo. Come si compie questo lavoro? Attraverso i sensi e con l’aiuto della sua mente assorbente, il bambino prima di tutto immagazzina le informazioni e poi le elabora e le organizza. Questo lavoro incessante e fondamentale, che il bambino svolge naturalmente e in maniera istintiva, avviene sull’ambiente e grazie all’ambiente in cui si trova a crescere. Ecco perché si parla tanto di ambiente su misura, di organizzare l’ambiente adatto.
Ecco perché la pedagogia Montessori si basa sull’ambiente preparato. Il ruolo dell’adulto, genitore o insegnante che sia, è quello di organizzare gli spazi in cui il bambino si muove, tenendo conto che tutto ciò che trova sulla sua strada svolgerà il compito di educarlo. Montessori non basa quindi l’educazione sulla trasmissione di concetti al bambino da parte dell’adulto: è invece il bambino stesso a imparare, lui è il protagonista della sua esperienza, che non è mai passiva. Ecco che entrano in gioco altre due parole chiave dell’educazione montessoriana: libertà e movimento. L’ambiente, adeguatamente organizzato dall’adulto, invita all’attività e il bambino che ha la possibilità di muoversi liberamente può intervenire su di esso attingendo alle sue risorse naturali, al suo istinto che lo guida e lo spinge a conoscere e a svilupparsi.
Ecco che l’ambiente diventa maestro. In che modo? Dobbiamo essere noi ovviamente a studiarlo e organizzarlo nel modo giusto.
Le caratteristiche fondamentali da tenere presenti per lavorare sugli spazi di casa o a scuola sono:
-l’ordine, che rispecchia e aiuta l’ordine mentale,
-la bellezza, che invoglia e invita e che educa al bello,
-gli oggetti e i materiali, che devono rispecchiare i bisogni dell’età e della fase evolutiva (soggettiva) del bambino, devono invitare all’attività e permettere l’autocorrezione,
-gli arredi su misura, che devono aiutare e permettere l’autonomia,
-la calma dell’atmosfera data dai gesti, dal tono di voce, dalla disposizione d’animo dell’adulto.

Il bambino che si trova a crescere in questo contesto è un bambino rispettato nei suoi bisogni, ha la possibilità di concentrarsi, di sentirsi calmo e tranquillo, di fare esperienze utili al suo sviluppo armonioso.

Quale aspetto trovi più complicato da gestire? L’arredamento, l’ordine, i materiali?

Come sviluppare l’intelligenza del bambino – l’importanza del lavoro manuale per Montessori

L’uomo ha sviluppato la capacità di camminare su due piedi, a differenza di tutti gli altri mammiferi. Sappiamo con certezza che un bambino, in condizioni normali di salute, svilupperà un certo equilibrio e la capacità di camminare su due piedi ad un certo punto della sua vita, intorno all’anno d’età. Si tratta di un fatto biologico, di una funzione fissa e uguale per tutti gli uomini. Mentre per quanto riguarda le mani? Lo sviluppo dell’abilità della mano è legato allo sviluppo dell’intelligenza, ed è ciò che ha contribuito allo sviluppo della civiltà.
L’uomo ha sempre sentito la necessità di lavorare con le mani per costruire qualcosa: spinto dal pensiero, quando ha lavorato per costruire strumenti utili alla sua sopravvivenza, spinto dalla spiritualità, quando ha costruito imponenti templi, spinto dal sentimento, quando ha lasciato tracce della sua esistenza nel tempo.

Il neonato può soltanto osservare il suo ambiente, non ha ancora capacità motorie, ma questa osservazione servirà per orientarsi una volta che inizierà a muoversi. Le prime volte che riuscirà ad afferrare un oggetto, prenderà coscienza delle sue mani e inizierà così a sviluppare rapidamente la prensione. Ad un certo punto inizierà a volersi impadronire degli oggetti che ha osservato a lungo nel suo ambiente. Questo desiderio lo porterà a muoversi e a utilizzare le mani per prendere e spostare oggetti. Intorno all’anno d’età sarà occupato in diverse attività: aprire e chiudere, mettere e togliere…e le sue capacità saranno maggiormente sviluppate se avrà avuto molte occasioni per esercitarsi.
Ecco perché è molto importante permettere ai bambini piccoli di muoversi liberamente in una casa opportunamente messa in sicurezza, e trovare occasioni di lavoro.

Gli studi e le osservazioni fatte da Maria Montessori, l’hanno portata a concludere che il carattere e la personalità, l’intelligenza del bambino, dipendono dallo sviluppo del movimento della mano. Un bambino che non ha avuto modo di lavorare con le proprie mani, a cui è anche stata negata la possibilità di fare da sé nei momenti in cui sentiva di esserne capace, è un bambino svogliato, incapace di avere iniziativa, triste. Mentre un bambino che ha avuto queste possibilità sviluppa un carattere forte.
Per questo è molto importante lasciar camminare un bambino che può farlo. Ovviamente l’adulto deve adeguarsi ai suoi ritmi e tempi  e non pretendere che possa percorrere strade e ritmi non adatti. Se un bambino desidera trasportare un oggetto grosso è perché vuole mettere alla prova le sue capacità di equilibrio. Un adulto che impedisce e che si sostituisce al bambino in questo tipo di imprese, sta ostacolando il suo sviluppo, pensando magari di aiutarlo.
Il bambino che desidera lavorare con le mani, che imita i genitori mentre sono impegnati nelle faccende di casa o in lavori manuali, è bene che sia messo in condizione di farlo.

Il movimento delle mani è espressione della volontà. Un lavoro manuale parte da un progetto che si sviluppa nella mente e si concretizza all’esterno con l’uso delle mani. Più occasioni si hanno a disposizione per lavorare con le mani, più si affina il movimento e maggiori possibilità ha il bambino e avrà l’uomo di realizzare ciò che ha in mente, di esprimersi, di costruire la sua personalità.

“ La mano è quell’organo fine e complicato nella sua struttura, che permette all’intelligenza non solo di manifestarsi, ma di entrare in rapporti speciali con l’ambiente : l’uomo, si può dire, prende possesso dell’ambiente con la sua mano e lo trasforma sulla guida dell’intelligenza , compiendo così la sua missione nel gran quadro dell’universo”.
Maria Montessori “Il segreto dell’infanzia”

 

Come aiutare lo sviluppo del linguaggio del bambino

Lo sviluppo del linguaggio del bambino dipende principalmente dall’ambiente in cui vive. Per questo è importante utilizzare fin dalla nascita un linguaggio corretto, chiaro, arricchendo le nostre descrizioni con aggettivi e termini precisi.
Maria Montessori ha coniato il termine di “mente assorbente”, riferendosi alla mente inconscia del bambino che assorbe come una spugna il suo ambiente.
“Il bambino incarna in se stesso le cose che vede e ode”. Maria Montessori, La mente del bambino
Fin dalla nascita il bambino assorbe e lavora nel profondo per la costruzione del linguaggio utilizzato nel suo ambiente. Un bel giorno ci accorgiamo di tutto questo lavoro, che esplode in un fiume di parole. Il bambino è spinto dalla voglia di relazionarsi con gli altri, chiedere ciò di cui ha bisogno ed esprimere ciò che pensa e che sente.

Un principio che mi ha molto colpito quando ho iniziato a conoscere l’approccio montessoriano, è che esiste una finestra temporale, chiamata periodo sensitivo da Maria Montessori, in cui il bambino ha fame di vocaboli. Quindi è bene approfittare di questo periodo, dai 3 ai 6 anni, per offrire più nomi di oggetti, termini scientifici, aggettivi possibili. Il modo migliore per farlo è iniziare dall’interesse del bambino e dall’ambiente in cui vive, in modo che i nuovi vocaboli, magari proposti sotto forma di carte illustrate o fotografie, siano preceduti da un’esperienza diretta e concreta.

I libri sono uno strumento importantissimo per lo sviluppo del linguaggio, per la  varietà dei vocaboli e delle espressioni che normalmente non utilizziamo nella lingua parlata. Ecco perché si consiglia di leggere ai bambini fin da subito a voce alta.

Anche ascoltare storie inventate o provare ad inventare una storia, può essere un modo per sviluppare il linguaggio e anche la creatività e l’immaginazione.
Noi per questo proponiamo le carte inventa storie

 

I mobile montessoriani, ovvero le giostrine per neonati

“L’educazione comincia alla nascita”. Maria Montessori

Di cosa ha bisogno un neonato? Ovviamente della mamma, prima di tutto. Del nutrimento che può dare una mamma in termini di cibo (latte) e di calore, odore della pelle, sorrisi, sguardi, carezze. Poi ha bisogno anche del papà, delle sue cure, dei suoi sguardi, del suo calore.
E per quanto riguarda altri stimoli? Un neonato ha un campo visivo di circa 20/30 cm. Posizionando un oggetto alla distanza giusta, non esattamente sul viso, ma leggermente spostato verso i piedi, il bambino ne sarà attratto e inizierà a concentrarsi per cercare di conoscere meglio quello che ha davanti.
Quello che in inglese viene chiamato “mobile” non è altro che una giostrina. Ma una giostrina proposta ad un neonato deve avere caratteristiche precise, non può essere un oggetto qualunque perché noi vogliamo offrire al bambino appena arrivato la versione del mondo più naturale e bella. Il mobile è un oggetto che si muove, non perché azionato da un motore, ma grazie allo spostamento naturale dell’aria.

Il bambino, guardando la giostrina, si allena ad esplorare il mondo, suo compito principale da quando nasce e per tutta la sua infanzia, e oltre. E’ spinto da una voglia naturale, da un desiderio istintivo di conoscere tutto ciò che gli sta attorno. Inizialmente ha la possibilità di farlo solo con gli occhi. Poi, piano piano, riuscirà a muovere con intenzione anche le braccia e le mani e le sue capacità di esplorazione aumenteranno notevolmente.
Il nostro compito è seguire il bambino nella sua evoluzione, agevolarlo nelle sue esplorazioni, aiutarlo a fare ciò che è nato per fare, offrendo il meglio che possiamo, gli oggetti più adatti alla sua crescita, i materiali più naturali, le occasioni per fare da solo ciò che ha bisogno di fare per crescere armoniosamente.

Nella tradizione montessoriana esistono diversi mobile e ognuno viene proposto nel momento più adatto.

Il mobile di Munari (ideato da Bruno Munari) è adatto nelle prime settimane di vita del bambino, che ancora ha una vista un po’ confusa, distingue le forme, i movimenti e la luce, ma ha bisogno di trovare oggetti che presentino forti contrasti per distinguerli. Ecco perché questa giostrina è in bianco e nero.
La nostra versione è realizzata all’uncinetto: si tratta di 4 palline disposte alla stessa altezza con motivi in bianco e nero.

Il mobile degli ottaedri, proposto a partire dalle 6 settimane del bambino, che fatica a distinguere le tonalità di colore vicine, ed è molto attratto da colori vivaci e forti. Questo mobile è formato da 3 ottaedri nei tre colori primari.
La nostra versione di questa giostrina è formata da 3 ottagoni in plexiglass, materiale che riflette la luce, nei tre colori primari.

Ecco che, verso i 2/3 mesi, il bambino inizia a distinguere sempre meglio le sfumature di colore. Per questo si inizia a proporre il Gobbi mobile, ideato da Gianna Gobbi, collaboratrice di Maria Montessori. La nostra versione è realizzata all’uncinetto.

Verso i 3/4 mesi si propone il mobile dei ballerini, composto da 4 forme stilizzate fatte con carta leggera iridescente che riflette la luce. I movimenti che questi ballerini fanno con lo spostamento dell’aria, che può essere provocato anche dal movimento delle braccia del bambino, attirano il bambino e sviluppano la sua concentrazione. Inoltre con questo mobile il bambino inizia a capire che il suo movimento volontario può provocare un effetto.

Dai 4 mesi il bambino inizia ad avere più controllo dei suoi movimenti e comincia a voler afferrare le cose che vede. Questo momento molto importante viene aiutato proponendogli un oggetto posto alla distanza giusta perché possa essere afferrato dal bambino, legato con elastico per permettergli di tentare più volte di afferrarlo con i suoi tempi.
Noi abbiamo realizzato una giostrina con 3 coppie di dischi in legno incastrati insieme, che se toccati ruotano come fossero 3 palline.

Il bambino ad un certo punto mostrerà un calo di interesse e, quindi, sarà arrivato il momento di cambiare tipo di mobile. Solitamente si consiglia di cambiarlo ogni 2/3 settimane e si proporre le varie giostrine a rotazione.

Il nostro negozio on line si trova su Etsy

E tu ? Hai provato a proporre una giostrina montessoriana? Scrivici com’è andata, se il bambino si è concentrato e per quanto tempo…