uno scienziato nella culla – perchè è importante creare l’ambiente adatto per il neonato

Maria Montessori aveva notato che quando nasceva un bambino se ne aveva molta cura, ma limitatamente al fine della sua sopravvivenza, mentre l’aspetto psichico veniva del tutto trascurato. Il momento della nascita è un evento traumatico che segna il passaggio da un ambiente naturale, ovattato,  all’ambiente civilizzato, “super-naturale”, a cui il neonato deve adattarsi. Per questo il neonato andrebbe maneggiato con attenzione e delicatezza, spostato molto piano e allontanato il meno possibile dalla madre. L’ambiente dovrebbe risultare il più possibile simile a quello di provenienza, mantenendo le luci basse e limitando i rumori.

“Ci siamo evoluti sviluppando un cervello più grande …., che dobbiamo al risparmio energetico generato dal camminare su due gambe anziché quattro. Ma per riuscire ad avere l’equilibrio indispensabile per l’andatura bipede, la specie Homo Sapiens ha dovuto sviluppare un restringimento del canale pelvico. Per le donne questo significava parti terribilmente dolorosi, spesso con esito fatale. Si è quindi messa rapidamente in moto, secondo quanto teorizzato dai biologi evoluzionisti, una sorta di competizione tra l’ampiezza del canale pelvico e le dimensioni del cervello: se la testa del neonato fosse stata troppo piccola sarebbe morto…, se fosse stata troppo grande, sarebbe morta la madre. La soluzione? Fare nascere i bambini prima che il loro cranio crescesse al punto di uccidere la madre. La conseguenza? Far venire alla luce neonati con un cervello non ancora pienamente sviluppato. Il risultato? La necessità di cure parentali.”
Testo tratto da Naturalmente intelligenti di John Medina

Per questo l’infanzia del cucciolo di uomo è molto lunga rispetto a quella di tutti gli altri animali; il cervello di un neonato non è in grado di sopravvivere nel mondo, non è pronto subito. Per questo un bambino quando nasce ha bisogno di cure parentali, non solo volte alla sua sopravvivenza, ma anche al suo normale e armonioso sviluppo cerebrale.

Maria Montessori ha paragonato il bambino fino all’anno d’età all’embrione, definendolo embrione spirituale, anticipando quella che oggi viene definita esogestazione: il periodo di gestazione fuori dall’utero, che si considera abbia una durata circa pari a quella dentro all’utero.

Il problema rilevato da Maria Montessori già a suo tempo è che il bambino incapace di muovere i muscoli in maniera volontaria, sia considerato incapace di tutto, inerte e passivo, vuoto. E da qui viene l’ errata convinzione che sia l’adulto a plasmare e costruire la vita psichica del bambino. Quello che si sente dire a volte è che il bambino sia come un vaso vuoto da riempire: invece non è così, l’adulto non ha questo potere divino nei confronti del bambino, ma ha la possibilità di aiutare oppure ostacolare il suo sviluppo, che comunque avviene spontaneamente.

La priorità del cervello umano è quella di sopravvivere e il bambino per sopravvivere, oltre a sviluppare l’attaccamento con la madre, fonte di cibo e cure, è spinto da un’innata curiosità per tutto ciò che lo circonda, perché la conoscenza del proprio ambiente è necessaria allo sviluppo e alla crescita. Lo scopo del bambino è crescere. Il compito dell’adulto è agevolarlo nella sua crescita affinché sia armoniosa.

Non sono gli stimoli che rendono intelligente il bambino, ma se gli facciamo trovare le risposte che servono alla sua fame psichica, avrà ciò che gli serve per crescere e svilupparsi. A volte può sembrare inutile proporre qualcosa ad un neonato, perché non vediamo risposte immediate nelle sue reazioni, ma è importante sapere che lavorando sul suo ambiente, su ciò che lo circonda, proponendogli bellezza, natura, armonia, e tutto ciò che gli può servire per soddisfare la sua voglia di conoscenza, la sua mente assorbente, come l’ha chiamata Maria Montessori, svolgerà il suo silenzioso e segreto lavoro interiore, che prima o poi si manifesterà. E allora sapremo di non essere stati noi i fautori di un tale meraviglioso sviluppo, ma potremo essere orgogliosi di averlo agevolato, aiutato, non ostacolato, ma sempre supportato.

“Si deve considerare sacro lo sforzo occulto dell’infanzia: quella laboriosa manifestazione merita un’accogliente aspettativa, poiché in questo periodo di formazione si determina la personalità futura dell’individuo”
Maria Montessori – Il segreto dell’infanzia

 

 

 

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